Gli eroi del Pasubio

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Di qui non si passa

Nel corso di questi anni ho avuto diverse occasioni per visitare luoghi che sono stati teatri di scontri, più o meno cruenti, avvenuti durante la prima guerra mondiale. Luoghi che narrano storie di uomini, di fatiche e di sangue. Ma che questa escursione sarebbe stata diversa lo abbiamo  intuito già durante il viaggio verso passo Xomo : Qui tutto è dedicato agli “Eroi del Pasubio”.

Uno dei luoghi più famosi è la Strada delle 52 gallerie o Strada della 1° armata. Una mulattiera di 6,5 km (di cui due scavati nelle roccia) che conduce al rifugio Papa. Costruita durante la Prima Guerra Mondiale, la Strada delle 52 gallerie, era utilizzata  dai militari come camminamento di guerra per il rifornimento di armi e viveri verso la cima del monte Pasubio senza essere esposti al fuoco austro-ungarico. Il percorso non è difficile, basta prestare un po’ di attenzione e dotarsi di una buona lampada frontale e scarpe adeguate.

Il rifugio Achille  Papa sorge nel luogo dove all’epoca era situato il campo base dell’esercito italiano e a pochi passi dal campo di battaglia dove i soldati italiani resistettero alla Strafexpedition dell’esercito austro-ungarico. Dal rifugio si può ammirare tutta la vallata del Pasubio fino oltre Thienne. Qui passiamo la notte dopo una ottima cena.

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Il rifugio Papa

Ci svegliamo con un cielo fosco e nebbia in quota. Dopo la colazione partiamo per andare a vedere i luoghi teatro degli scontri, decretati per legge Monumento Nazionale. Salendo vediamo i ruderi della casa del custode. Qui si possono già intravvedere alcune grotte scavate con gli esplosivi, dove i soldati si riparavano. Notevoli le opere di ingegneria che avevano consentito di portare acqua ed elettricità da valle fino alla cima. Arriviamo cosi a cima Palon che attraversiamo in galleria fin dove possibile. Qui si possono osservare  diversi cunicoli che furono usati come ricoveri per le truppe, e le postazioni di mortaio. In lontananza vediamo la parte di galleria crollata dopo “l’esplosione della grande mina” da 50.000 Kg di esplosivo che il 13 marzo 1918 gli austro – ungarici fecero brillare decretando la fine della guerra di mine su questo versante. Infatti in questi luoghi entrambi gli eserciti scavavano gallerie sotterranee fin sotto le postazioni del nemico per farle saltare in aria con l’esplosivo. Uscendo ci troviamo davanti al “Dente Italiano”, una delle creste del Pasubio, denominato così poiché prima linea dell’esercito italiano mentre la prima linea austro-ungarica venne denominata “Dente Austriaco”.

dsc_1660 La devastazione del “Dente Italiano”[/caption]

Durante il rientro passiamo nelle vicinanze  delle “7 croci”, ma contrariamente a quello che si possa pensare, non sono una testimonianza di guerra, ma di una storia di  regolamenti di conti tra pastori, o per alcuni di bracconieri, che quel luogo vide teatro diversi anni prima della grande guerra.

Le sette croci

Torniamo al rifugio Papa passando per l’Ossario e il quartier generale italiano denominata “selletta di comando” e da lì imbocchiamo il sentiero degli Scarrubi per ritornare a passo Xomo (passo che i Kaiserjäger non raggiunsero ma grazie al sacrificio dei soldati Italiani guidati dal motto “DI QUI NON SI PASSA” motto del loro generale Papa) portandoci dentro l’immagine della devastazione del “Dente Italiano” e delle memorie dei superstiti letti dalle nostre guide.

Un grazie va alle nostre guide  Franco Polo  e Marco Pascoli e a tutti i fantastici compagni di questo weekend.

Un pò di link per approfondire:

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