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Mauthausen – La follia dell’uomo

Ci siamo lasciati l’autunno scorso con il racconto fotografico del viaggio a Trieste con il treno storico. Tra una camminata notturna al rifugio Zacchi con Franco Polo, un viaggio a Firenze, una pedalata sulla vecchia ferrovia Tarvisio-Carnia e una prova di eBike a Casera Senons, ci siamo inbattutti nella Donauerradweg, la ciclabile lungo il Danubio.  Vi racconteremo più avanti di questa bellissima avventura poiché, per quanto ci ha colpito, merita un racconto a se la tappa di riflessione al Mauthausen Memorial KZ Gedenkstatte (1938-1945).

Personalmente non avevo mai visto un campo di concentramento, Francesca invece era stata anni fa a Dachau. Devo dire che l’impatto è stato molto forte, anche se dell’area attorno al nucleo centrale del campo ormai si è persa ogni traccia per lasciare posto ad un’area commemorativa, con diversi monumenti realizzati dai diversi Stati in ricordo delle loro vittime. Infatti, sono state smantellate le baracche esterne dei prigionieri e delle SS, oltre che degli impianti industriali della cava di pietra. Grazie ad un’audio guida, che riporta le testimonianze dei sopravvissuti, abbiamo provato ad immaginare come potesse essere questa zona del campo, rivivendo così la crudele realtà del passato.

 

Lasciata l’area monumentale siamo entrati attraversando il Piazzale dell’appello, con il Muro del Pianto. Abbiamo  visitato l’edificio delle docce, dove i detenuti venivano privati dei loro averi e si sottoponevano alla “doccia di pulizia”. Successivamente siamo passati alle baracche che ospitavano i prigionieri, oggi ricostruite. Ci risulta difficile immaginare che in quegli spazi venivano ammassate oltre 2000 persone, considerando che, questi spazzi, erano stati predisposi per 300 persone. Nel perimetro è ancora visibile lo spazio dove venivano gettate le ceneri e dove avvenivano le fucilazioni di chi tentava la fuga.

La parte più forte e più difficile da visitare emotivamente però sono state le stanze delle camere a gas ed i forni crematori, situati sotto l’infermeria. Impressionante la sala commemorativa con tutti i nomi di chi in questo luogo perse la vita.

Non si esce da Mauthausen a cuor leggero, come credo che non vi si esca da nessuna visita a qualunque campo di concentramento. In questo luogo, si è toccato il  punto più basso della storia dell’umanità, sempre che di umanità si possa parlare. A Mauthausen vennero deportate quasi 190.000 persone, di cui oltre 100.000 trovarono la morte.

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