Il campanile di val Montanaia e il lago fantasma

Sul ghiaione
Ci sono quei soggetti fotografici che hanno spesso il brutto vizio di nascondersi o sfuggirti per qualche motivo. I tramonti, le lune piene, i camosci e c’è il campanile di val Montanaia, che fa sempre il timido davanti al mio obiettivo e si è sempre nascosto dietro una coltre di nubi. 
Per cercare di convincerlo a farsi fotografare ho colto l’occasione di una escursione che ci ha portato fino a sotto le sue ripide pareti che sono una meta ambita da tutti gli scalatori. Più che ambita è il coronamento di uno scalatore salirci in vetta e suonare la campana che vi si trova.
I cumuli di neve
Fioriture estive
Il percorso che facciamo è il sentiero che parte dal rifugio Pordenone e sale attraverso il ghiaione fino al bivacco Perugini. Durante la salita ci imbattiamo in diversi cumuli di neve che superano ancora i 2 metri di altezza, d’altronde questo inverno la neve non è mancata in quota. Ma la neve ha già abbondantemente lasciato il posto alle fioriture di questa stagione. Ma la nostra meta per oggi non sono le fioriture ma quello che è considerato il campanile più bello d’Europa. Ed ogni tanto dietro il costone delle montagne ci appare in tutta la sua imponente bellezza.
Il campanile e il suo panorama
Si ritiene con buona precisione che in ere passate il campanile fosse tutt’uno con le montagne che lo affiancano, ma che la forza dei ghiacciai in movimento abbia sgretolato la roccia e che solo parte centrale e più dura abbia retto a questa incredibile forza. Cosi nacque  il campanile.
La salita dal rifugio è in gran parte sul ghiaione intervallata da una sentiero circondato da varia vegetazione.
Alla fine di questo sentiero ci si apre un bellissimo anfiteatro scavato dai ghiacciai dove si trova il bivacco Perugini. 
Siamo a 2060 metri, e se in questo fine settimana di mezzo giugno in pianura la calura fa schizzare il termometri a oltre 35° qui il fresco, quasi freddo, si fa sentire con molto piacere.
Il bivacco Perugini è un bivacco per al massimo 9 persone che viene usato dai scalatori per riposarsi prima di affrontare la scalata al campanile. Da questo lato il campanile è ancora più spettacolare ma mostra anche il lato più difficile, quello dedicato ai scalatori veramente esperti e allenati.
Verso il Bivacco Perugini
Il campanile dal Perugini
Ci fermiamo giusto per un ristoro poi riscendiamo a valle per assaggiare le fantastiche torte della Marika al rifugio. Ma prima di rientrare ne approfittiamo per un altro spettacolo. Il disgelo e le piogge di questi giorni hanno fatto riemergere il lago Meluth. Il lago di perse è poco più che uno stagno, ma i colori che le sue acque riflettono ci regalano dei paesaggio degni di una cartolina.
La pantofola di Venere
E degna di una cartolina è anche la pantofola di Venere una strepitosa orchidea che in questo periodo ha la sua fioritura in questa valle.
Attorno al lago Meluth
Il lago e i sui riflessi
Finalmente dopo un paio di anni che bazzico in questa valle sono riuscito ad ammirare il campanile di val Montanaia in tutta la sua bellezza e imponente maestosità. Ora posso iniziare a comprendere il perché della sua fama e perché per chi lo ha affrontato e scalato avrà sempre un posto sul suo cuore. 
Ringraziamenti
– Un grazie a Franco Polo per l’organizzazione
– Grazie a Marika (Rif. Pordenone) per le squisite torte
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