Dordolla – Cantiere continuo

Tempo fa sono andato a vedere un serata di proiezione di alcuni documentari di Sentieri Natura uno di questi narrava le memorie delle presone che vivono e hanno vissuto nei vari paesi della Val d’Aupa che per lo più oggi giorno sono abbandonati o poco ci manca. A presentare il filmato c’erano anche dei abitanti che ancora risiedono in questa valle e che hanno creato una associazione “Cort dai Gjats” per promuovere questi luoghi.

Il la piazza di Dordolla
La mappa delle esposizioni

Quella sera ho sentito parlare di Dordolla. Uno dei centri tuttora abitati ed ero rimasto colpito dall’attaccamento dei quelle persone al loro paese e alla loro valle di cui ne decantavano la pace e la bellezza. Ovviamente in quella occasione mi ero ripromesso di farci una visitina e la esposizione chiamata “Cantiere continuo” è stata la “scusa” che mi ha permesso di visitare questo luogo.
Cantiere continuo è un esposizione artistica di vari artisti internazionali promossa da Centro Culturale dell’Università di Klagenfurt e curata da Moreno Miorelli (Stazione di Topolò).

Una via di Dordolla
Una casa tipica

Ma non parliamo di arte, anche perché già le mie conoscenze in materia sono pessime e poi ho una certa predilezione per l’arte classica (qui non me ne voglia nessuno), ed alcune sue rappresentazioni moderne non fanno per me. Parliamo del luogo. Dordolla si raggiunge facendo una piccola deviazione sulla strada che attraversando la val d’Aupa collega Moggio a Pontebba. Il paesino è molto raccolto con le alte case separate da strette vie. Decidiamo di seguire il la linea verde per esplorare i d’intorni. Una piccola deviazione ci porta ad una suggestiva cascata il cui fragore risuona nell’aria, mentre in un ruscello troviamo una piccola colonia di tritoni. La zona si dimostra essere molto ricca d’acqua che scorre in vari ruscelli e molte fontane. Inutile dire che assaggiare quest’acqua pura è una soddisfazione unica.

La cascata

Durante la passeggiata abbiamo l’occasione di incontrare un simpatico signore che controllava la sua casa in mezzo al bosco. Poche parole che però ci fa capire l’attaccamento delle presone al luogo dove ha vissuto e continua a vivere. 

Dordolla e la sua valle
E tempo di scendere, il sentiero proseguirebbe ancora a lungo ma meglio farlo con le scarpe da trackin e bastoncini per essere più tranquilli. Ci fermiamo all’osteria da Fabio per bere un buon caffè in una atmosfera molto conviviale. Prima di rientrare a casa, lasciando dietro un luogo che merita altre visite per essere riscoperto un piccolo pezzo alla volta.

Il trailer di “Doi viaz a bunore doi viaz a la sere” che mi ispirato inizialmente la visita a Dordolla

Ringraziamenti
– Un grazie a Sandra e Gino per la compagnia

Link
– La pagina Wiki della val d’Aupa

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