La forza dell’acqua e le memorie di vite passate

Ogni luogo ha le sue caratteristiche peculiari. Ci sono luoghi che trasudano letteralmente di storia e arte. Luoghi dove la natura ci regala emozioni magnifiche. Luoghi in cui la forza della natura viene imbrigliata e sfruttata dall’uomo. Ma trovare traccie di tutte queste caratteristiche, o meglio molte di esse, in una unica zona a certamente un suo fascino particolare.
L’imbocco della seconda galleria

Ho sempre conosciuto il luoghi ai paesi di Tramonti, per il lago di Redona e per i suoi splendidi paesaggi. Ma non mi ero mai addentrato verso i lago di Selva e il lago del Ciul, che sono dei bacini artificiali per la produzione di energia idroelettrica, al pari del lago di Redona. In questi luoghi troviamo dei paesaggi mozzafiato, troviamo gli interventi dell’uomo che hanno imbrigliato l’acqua che nelle varie ere ha scavato queste valli, traccie di storia del risorgimento friulano e resti delle vite di tempi passati anche di un paio di generazioni.

Lapide in memoria di Andreuzzi
I resti del borgo di Spnespès

Iniziamo il nostro percorso facendo partendo tra le due gallerie di servizio che servono la diga del lago del Ciul. Al inizio del sentiero troviamo il primo accenno di storia. Un lapide ricorda la vita da fuggitivo di Andreuzzi, personaggio di spicco della rivoluzione Garibaldina di queste valli che fu costretto, insieme al suo gruppo, a rifugiarsi nelle grotte presenti in questi monti per sfuggire alla sua cattura. Continuando in lontananza si può ammirare il resti del borgo di Spinespès, abbandonato a se stesso dopo il secondo dopoguerra.

Salendo per il Dodismala
La diga sul Meduna che forma il lago del Ciul

Superata la forcella Dodismala si intravede la valle e la diga che crea il lago del Ciul, barrando il corso del fiume Meduna. Come già accennato i laghi di Redona, Ca’Selva e del Ciul sono dei bacini artificiali gestiti dal Edison per la produzione di energia idroelettrica. Il livello dell’acqua di questi bacini è molto bassa, sono stati svuotati in modo da contenere la grossa quantità di acqua che è prevista nei giorni a seguire la nostra visita.

Il paese di Frassaneit
Altri resti di Frassaneit

Dopo un ristoro continuiamo il nostro percorso attraverso una mulattiera molto agevole. Qui attraversiamo i resti borghi di Frassaneit di Sopra e di Sotto. Qui possiamo toccare con mano i resti della vita di un paio di generazioni fa, infatti  anche questi paesi sono stati abbandonati nei anni a seguenti il secondo dopoguerra. Le sensazioni a vedere questi ruderi sono molto altalenanti. Se da un lato c’è il fascino e la meraviglia di vedere un paese “fantasma”, con la fantasia cerca di farci immaginare come poteva essere la vita una volta all’interno di queste case, di intravedere il calore di un focolare al posto della polvere provocata dai crolli nei tempi.

I colori del Meduna

D’altra parte noi che siamo abituati a tutti i comodi di questo mondo non riusciamo a immaginarci come si possa vivere a un’ora abbondante di camminata nel mezzo dei boschi. Ma così era fino a 60 anni fa. gruppi di case, dove la gente faceva i propri mestieri, un paese in piena regola con tanto di scuola tra i due borghi per dare una istruzione a bambini. Ma queste ormai sono solo memorie che il tempo con inesorabile lentezza sta cancellando.
Continuiamo il percorso costeggiando il Meduna, e varcando una serie di ponti che una volta servivano i paesi, Unico rammarico è che il cielo coperto non ci permette di ammirare a pieno i colori di queste acque, che hanno scavato la roccia  dandogli mille forme. Ma questa sarà una buona scusa per tornare a fotografare questi posti in primavera sperando in una giornata di sole.

Ringraziamenti
– Grazie a Franco Polo che ha organizzato e ci ha guidati in questa camminata

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