La traversata delle Bregoline

Wilderness, è un termine che può essere tradotto con “terra selvaggia”, dove la natura cerca di fare il suo corso. Un luogo dove il l’uomo non poggia quasi più il suo tocco se non con molta discrezione. Queste foto che ho scattato sono il frutto di un fine settimana trascorso nel cuore del parco delle Dolomiti Friulane in una traversata che dalla val settimana ci ha portato alla val Cimoliana. 
Scorcio della val Settimana
I colori dell’autunno si preparano
Dopo tanta pioggia e nuvole il meteo ha deciso di regalarci un fine settimana di sole con un cielo così terso come poco si è visto nella estate appena trascorsa. Ed è con questo cielo che ci inoltriamo dal cuore della val settimana dentro il suo boso. Un bosco i cui colori stanno già virando dal verde intenso ai vari rossi e gialli che caratterizzano l’autunno e che colorano la luce con un alone quasi soffice e morbido, l’ideale per accompagnare alcuni animali verso il loro letargo. 
La prima parte del percorso è scandita dal rumore delle acque dei torrenti che scorrono tra le rocce e si lasciano cadere dalle cascate.
Cascatella di un torrente
Verso casera D’Aniei
Qui le traccie dell’uomo si limitano a qualche vecchia casera ricostruita dove un tempo i pastori portavano gli animali ai pascoli estivi, come la casera D’Aniei, ora adibita a ricovero di emergenza per gli escursionisti che preferiscono sfidare le formiche al posto della pioggia.
Proseguiamo il nostro itinerario, tra un po’ si inizia a fare sul serio ci aspetta il dislivello più impegnativo della giornata. Ma per fortuna è quasi tutto al coperto da uno splendido bosco tra i cui rami ogni tanto possiamo  ammirare il Postegae e la sua imponenza.
Arriviamo cosi sulla forcella e davanti a noi si apre una valle quasi pura. Un curioso sasso a forma di camaleonte sembra volerci salutare e indicare il sentiero verso la Bergolina piccola, che sarà la nostra casa per questa sera.

Il sasso a forma di camaleonte
Mentre ci risposiamo facciamo la conoscenza con dei simpatici insetti…o forse li stiamo un po distrubando?
Insetti
Dopo una breve discesa arriviamo alla Bregolina piccola dove bivaccheremo per la notte. La casera è di recente costruzione ed è ben fornita di legna stoviglie e pentolame. Acqua corrente non manca di certo e delle batterie attaccate a un pannello fotovoltaico sono sufficienti per un paio di lampadine. Dopo aver domato la legna umida il caminetto è la stufa ci regalano un piacevole tepore e il fuoco necessario per la cucinarci la cena.
Tutti a tavola
Dopo la cena iniziano dei spettacoli unici che solo la natura più pura ci può ancora regalare. Dopo una giornata di sole anche il cielo della notte non poteva che essere stellato e complice l’assenza totale di inquinamento luminoso ci regala lo spettacolo della via lattea accompagnata dai bramiti dei amori dei cervi.
La luce lascia il posto alle stelle
La Bregolina piccola e stelle
Foto di gruppo
Ne approfitto per fare diverse foto e mi diverto parecchio a fare giochi di luce con la lampada frontale. Ok diciamola tutta…erano 2 anni che aspettavo una notte cosi in montagna e dovevo sfogarmi!
La notte non è stata di certo facile. Dormire con la stuola sul tavolato non è stato il massimo e anche l’umidità si è fatta un po sentire. I tappi per le orecchie però hanno attutito i bramiti dei cervi e i bramiti di qualcun’altro. Ma nulla di non atteso.

Il sole sorge tra le vette

Se la sera è stata magica anche l’alba è stata spettacolare. Vedere il sole che pian piano illuminava le vette è una emozione unica. E’ tempo di preparare la colazione chiudere gli zaini e rimettere in ordine e pulire la casera. Poi si parte in direzione della bregolina grande.

Nei pressi del torrente 
Marmotte
Attraverso il bosco arriviamo cosi in bregolna grande, casera gemella di quella in cui abbiamo passato la notte. Ne approfittiamo per il pranzo e un po’ di relax. Da qui iniziamo ad incontrare altre persone sui sentieri. Ma non solo da una tana nel terreno sbucano un gruppo di marmotte che si riscaldano al ultimo sole prima del letargo.
Riprendiamo il cammino e arriviamo cosi alla forcella savalon dove, pochi gioni prima Mauro Corona e altri appassionati ha sistemato la croce in legno che la sovrasta. Inutile dire che il paesaggio è unico e lascia una sensazione di pace e tranquillità, non resta che apprezzarla in silenzio.
La croce della forcella savalon
Da questa forcella e da quella successiva possiamo ammirare tutta la val cimoliana e sullo sfondo l’immancabile campanile di val montanaia che per una volta decide di non fare il timido dietro le nuvole.
La val Cimoliana e il campanile di Val Montanaia
Scendiamo cosi verso il rifugio Pordenone meta immancabile in questa zona, dove le torte della Marica ci aspettano.
Questo fine settimana non è stata di certo una passeggiata, ma i paesaggi e le emozioni del cielo stellato hanno ampiamente ripagato di questa fatica.

Ringraziamenti
– Un grazie a Franco Polo per aver organizzato questo fine settimana
– Grazie a tutti i partecipanti per questa esperienza

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